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TEHERAN E LE DONNE CORAGGIO!

Mahsa Amin, 22 ann.  Hadis Najafi, 20 anni. Giovani donne. 

Vittime del fanatismo iraniano, colpevoli di voler vivere libere dal velo imposto nel 1979 alla popolazione femminile da uno storico Ayattollah come Khomeini, vissuto e morto molto prima della loro venuta al mondo. 

SIAMO TUTTE IRANIANE - 

Erano ragazze coraggiose, belle, libere dentro e fuori, che hanno osato sfidare leggi medievali imposte da uomini di altri tempi. Mahsa Amini, che è stata prelevata per strada dalla polizia morale della capitale, a Teheran, perché un ciuffo di capelli le usciva dal velo, non è in grado di vere il fiume di persone che manifestano in suo nome per le strade della città. Portata in caserma, la ragazza è morta dopo ore di agonia, entrando in coma. La polizia giustifica la morte come causa di un trauma cranico a seguito di una caduta accidentale. Tutti sappiamo che, con molta probabilità, in quella caserma Mahsa deve avere subito violenze tali da finirla. 

Pochi giorni dopo un’altra donna, anche lei appena ventenne, bionda e con la coda di cavallo bene in vista, è stata punita dalla polizia, con sei colpi, per avere osato dire ciò che pensava e mostrarsi per quello che era. 

Una follia del nostro millennio, che sta producendo morti, feriti, arrestati. Il regime vuole chiudere bocca e occhi a queste persone, e ci sta riuscendo. Il mondo si mobilita. L’Italia anche. 

Una recente manifestazione. Autorizzata a Roma, davanti all’Ambasciata iraniana in Italia, ha portato totale supporto alle vittime in Iran, contestando con forza la situazione.

OCCIDENTE, SPEAK-UP!-

Noi, fortunate e fortunati abitanti, nati e cresciuti in Paesi liberi, abbiamo il dovere di sostenere una lotta di liberazione che ci riguarda tutti, da vicino, nonostante appartenga a civiltà apparentemente lontane. E poi, in un mondo globalizzato, lontane da chi? 

Le battaglie per i diritti civili dovrebbero essere globali. Il diritto alla libertà, al voto, allo studio, all’emancipazione sono patrimonio dell’umanità. 

Si tratta di diritti inviolabili, e chi li profana o vieta deve essere condannato. Da tutto il mondo.

SULL' AUTORE 


Io sono Barbara Benzoni. Sono Italiana, milanese, romana di adozione, toscana per passione, americana per devozione alla terra del coraggio e delle novità: gli USA. Sono la mamma entusiasta di Peter e la compagna felice di Ale. Il cinema, l’arte, il buon cibo e solo le cose belle sono il tema della mia esistenza. La laurea in lettere mi ha insegnato a liberare la mente, il master in management dello sport a imbrigliare le mie passioni, trasformandole in un lavoro.Anche lo sport è una delle passioni imprescindibili della mia vita. Da oltre 25 anni organizzo eventi sportivi, partecipo a grandi competizioni sportive internazionali e le racconto al grande pubblico. Ho avuto la fortuna di conoscere grandi campioni dello sport, artisti e registi di cinema, manager e politici. Ma la curiosità per il quotidiano e le persone dall’anima semplice sono il mio driver. Il mio motto è una frase di Mohammed Alì: “It’s not bragging if you can back it up” cioè “Non è vantarsi se lo puoi realizzare”. Da grande vorrei diventare una fotografa famosa. Da grande!

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